Come tutelare la salute sessuale dei giovanissimi
Minorenni e rapporti sessuali che purtroppo in Italia sono al centro di molti fattacci di cronaca nera. Per non parlare del numero consistente di ragazzine tredicenni o quattordicenni che soprattutto nel nostro meridione si ritrovano incinta con tutto quel che consegue a cominciare dalle gravi ripercussioni di ordine psicologico. E' chiaro che bisognerebbe fornire assistenza adeguata alle persone molto giovani sessualmente attive attraverso servizi che garantiscano un'adeguata riservatezza.
Ed allora perché non seguire l'esempio dell'Inghilterra che avendo uno dei più alti tassi di gravidanze tra le adolescenti in Europa ha pubblicato questa settimana la guida "England on child protection", per orientare soprattutto gli operatori sanitari, visto che un quarto degli under 16 sono sessualmente attivi e più giovani sono meno fanno uso di contraccettivi.
Bisogna sapere che questa iniziativa presa nel Regno Unito fa sì che gli operatori sanitari inglesi non siano più obbligati a denunciare alla polizia i ragazzi molto giovani che si rivolgono loro e che hanno rapporti sessuali. Un obbligo emerso dopo una serie di fatti di cronaca, tra cui l'inchiesta di Bichard sull'omicidio di due bambine per mano di Ian Huntley, custode della scuola con precedenti di atti sessuali con ragazze molto giovani.
La guida è stata realizzata dal UK Department for Education and Skills per aggiornare le precedenti e ben più rigide raccomandazioni a seguito di fatti come l'inchiesta di Bichard da cui era emerso che la polizia avrebbe dovuto essere informata dagli operatori sanitari, ogni volta che qualcuno al di sotto dei 13 anni aveva rapporti sessuali con un partner molto più adulto. Inoltre sarebbe stato necessario tenere un archivio con tutti coloro che invece avevano rapporti sessuali sotto i 16 anni.
Secondo gli operatori sanitari con l'obbligo di segnalare alla polizia tutti i casi si sarebbe andati incontro al rischio non trascurabile che i giovani avrebbero smesso di rivolgersi alle strutture mediche, anche per questioni relative alla contraccezione, esponendosi così a maggiori rischi. Le indicazione della nuova guida sono molto meno radicali: coloro che lavorano con i ragazzi sono liberi di decidere caso per caso se segnalare o no i casi di ragazzi giovanissimi che hanno un'attività sessuale. La decisione deve essere basata su una valutazione del rischio per i ragazzi che tenga conto dell'età, dei comportamenti e del grado di maturità.
Si devono considerare anche altri fattori importanti come lo squilibrio di età (in particolare dove c'è una differenza grande tra l'età del ragazzo e quella del partner sessuale), l'esistenza di violenze o di uno squilibrio di potere, e cercare di assicurare a questi ragazzi la riservatezza delle informazioni scambiate soprattutto nei confronti del partner.
La guida precisa che avere un'attività sessuale nella fase della pre-adolescenza è un punto delicato del Sexual Offences Act, dal momento che al di sotto dei 13 anni il consenso ad avere un rapporto sessuale non può essere considerato legale. Dunque ci sono buoni motivi in tal caso per sospettare che il giovane possa subire danni significativi che giustificherebbero anche una segnalazione del caso alla polizia o alle strutture che si occupano della tutela dei diritti dei minori.
Mentre possono essere considerati meno gravi i casi di consenso al rapporto sessuale con adolescenti tra i 13 e i 15 anni, anche se non vanno del tutto sottovalutati. Gli operatori sanitari sono tenuti a discutere i casi più preoccupanti con coloro che si occupano della tutela dei bambini se necessario. Secondo la guida, anche quando è indispensabile mantenere la riservatezza, si può tranquillamente discutere del problema senza che venga svelata l'identità dei ragazzi. Infine, tutte le decisioni prese dai professionisti della salute che entrano in contatto con i bambini devono essere documentate, incluse le situazioni in cui viene presa la decisione di non denunciare il caso.
Garantire un'adeguata riservatezza a chi si rivolge ai servizi per la salute sessuale è un requisito fondamentale per raggiungere un numero sempre maggiore di ragazzi.
Secondo Beverley Hughes, Ministro per l'infanzia, la guida indica chiaramente come la tutela dei bambini resti sempre una priorità: "Colpisce infatti il giusto equilibrio fra il rispetto della riservatezza e l'autorizzazione per i professionisti ad agire nei casi in cui i bambini sono esposti al rischio di danni seri."
Michael Wilks, a capo del British Medical Association's Ethics Committee, è compiaciuto del fatto che il governo abbia deciso di non introdurre l'obbligo di denunciare l'attività sessuale dei giovanissimi, ma perplesso dalla mancanza di chiarezza in alcune zone.
La facoltà della Family Planning and Reproductive Health Care, del Royal College of Gynaecologists, ha riconosciuto l'importanza di lavorare nella direzione di supporto dei giovani che si rivolgono ai servizi sanitari per discutere i loro bisogni relativi alla sfera sessuale e riproduttiva, senza l'obbligo di tradire la riservatezza delle informazioni in funzione dell'età. Un atteggiamento che dovrebbe garantire a chi ha bisogno di rivolgersi ai professionisti e permettere così in un rapporto di fiducia di valutare al meglio le circostanze.
Di Prof. Isabella Corradini
Fonte: http://canali.libero.it