Secondo una ricerca dell'Università del Nord Carolina il primo rapporto sessuale a 14 anni. «Tv e giornali inducono a pensare che i loro coetanei lo hanno già fatto»
Uno studio americano conferma: giovani sempre più precoci e prime esperienze sessuali già a 14 anni. L'abbassamento dell'età media deriverebbe dai falsi modelli proposto da giornali, tv, mondo della musica e del cinema, che «inducono gli adolescenti a credere che i loro coetanei lo hanno già fatto».
La conferma arriva proprio in questi giorni dai ricercatori dell'università del Nord Carolina, Stati Uniti, secondo cui «per la prima volta» si riesce a dimostrare come «per i più giovani il sesso sia strettamente legato al mondo del cinema, della musica» e più loro sono legati a questi mondi e «più facilmente avranno rapporti sessuali».
Sono stati monitorati per due anni 1.017 adolescenti (bianchi e neri) tra i 12 e i 14 anni a ben 264 differenti media «ad alto contenuto di materiale sessuale». Ricontrollandoli due anni dopo si è scoperto che i giovani più esposti avevano 2,2 volte più probabilità di avere rapporti sessuali rispetto ai coetanei meno 'suggestionati'.
Lo studio condotto in Usa ha messo in evidenza anche che questa differenza si nota solo tra la popolazione 'bianca' «perché tra i teenager di colore i rapporti sessuali tra giovanissimi sono già una realtà molto diffusa».
«L'anello debole del sistema», ha spiegato l'autrice del rapporto Jane Brown, «è rappresentato ancora dalla difficoltà dei genitori a parlare di sesso ai propri figli. Manca l' educazione sessuale in famiglia e si lascia un vuoto di comunicazione facilmente colmato dai media, che però forniscono una visione distorta della sessualità: tutta allegria e senza alcun cenno a eventuali pericoli per la salute».
Sembra che questa sovraesposizione porti ulteriori dati allarmanti. Prima tra tutte le percentuali di gravidanze tra adolescenti sono dalle tre alle dieci volte più alte rispetto agli altri Paesi occidentali. I dati, ci tengono a sottolineare gli studiosi, «non hanno preso neppure in considerazione l'esposizione degli adolescenti a internet che - dice la Brown - è una probabile e facile fonte di accesso a materiale incontrollato. Per cui - conclude - bisognerà continuare a studiare il fenomeno e decidersi a prendere provvedimenti, perché spesso i giovani "imparano" dai media».
Fonte: http://www.primadanoi.it