Perche' tutti i grandi uomini conservano qualcosa di infantile
Sul tema pubblichiamo uno scritto della dottoressa Jacopa Stinchelli relatrice al convegno sul Leonardo di Freud, in programma a Firenze il 18 marzo
Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci" è il titolo del saggio in cui Freud si occupa del fascino di Leonardo e del suo enigma. In occasione del 150° dalla nascita di Sigmund Freud, grazie al Forum Austriaco di Cultura, all'ASRCF- Ass. Studi e Ricerche in Campo Freudiano e al Kunsthistorisches Institut- Max-Planck-Institut, a Firenze il 18 marzo si svolge un convegno intitolato "Il Leonardo di Freud. Infanzia, tragedia e sublimazione".
Il concetto psicanalitico che va sotto il nome di "sublimazione", la sua teorizzazione da parte di Freud vale a dire, ancora oggi rappresenta il fulcro da esplorare nella riflessione teorica e clinica degli esperti. Il punto dove arte e psicanalisi, biografia e autobiografia si incontrano. Studiosi e psicanalisti hanno sottolineato la difficoltà di questo concetto. Marta Appiani di recente (Tabu: elogio del pudore, Franco Angeli, Milano 2004) ha notato come Freud stesso "è rimasto perplesso fino alla fine sulla possibilità di una sua comprensione esaustiva. Molti passi nei quali viene trattato terminano con espressioni di dubbio e di incertezza".
La sublimazione sembra avere proprio questo destino, di fermarsi sulla soglia della perfezione, di non raggiungere mai il compimento. Per Freud è centrale nel caso di Leonardo.
I 4 enigmi del genio del Rinascimento elencati dallo psicanalista sono
1) il fatto che fosse un così grande ricercatore
2) che non perseverasse in alcunché e lasciasse incompiuta la maggior parte delle opere
3) che trattasse così male le sue opere
4) che questo tipo particolare di sessualità inattiva dominasse tutta la sua vita.
Ecco che l'arte e l'inconscio vengono messi in relazione con la sessualità. Lo stesso Freud però, proprio a proposito dell'arte di Leonardo, afferma che se " il talento e la capacità artistica sono intimamente connessi con la sublimazione, dobbiamo ammettere che anche l'essenza della creazione artistica ci è inaccessibile dal punto di vista della psicoanalisi".
Il problema è quello del "genio". Secondo alcune testimonianze Freud aveva un paziente che era "in tutto uguale a Leonardo, senza il suo genio". Che il genio sia l'essenza stessa della misteriosa sublimazione? Una sublimazione che è "soddisfazione della pulsione" ricorda Lacan, anche se "inibita nella meta". La sublimazione è il modo "geniale" di sottrarre alla rimozione la forza pulsionale della libido.
La Sublimazione Secondo Freud
Secondo Freud, le creazioni dell'uomo in campi come l'arte, la scienza, la ricerca teorica sono prodotte dalla pulsione sessuale benché sembrino molto lontane da questa loro origine. Attraverso il processo di sublimazione la meta della pulsione può essere ugualmente raggiunta, malgrado il cambiamento d'oggetto, e la soddisfazione ottenuta è psichicamente comparabile a quella raggiunta per via sessuale.
La sublimazione sarebbe dunque ciò che soddisfa le esigenze della civiltà permettendo il compimento delle più grandi opere dell'uomo senza rimozione. Lacan riprende la tesi di Freud e nel VII seminario, dedicato a "L'etica della psicanalisi", la collega al nuovo concetto che introduce, Das Ding, La Cosa e propone questa formula: la sublimazione eleva un oggetto alla dignità della Cosa. È ciò che avviene nell'amor cortese dove l'oggetto femminile appare sublimato e promosso alla dignità della Cosa benché questo non abbia alcuna corrispondenza con l'effettiva condizione delle donne nel medio evo, del tutto prive di libertà propria.
L'amor cortese espresso dall'arte dei "trovatori", era un esercizio poetico, un modo di giocare con un certo numero di temi convenzionali, idealizzanti, ma che non avevano corrispondenza con la realtà. E tuttavia questi ideali, in primis quello della Dama, tornano in epoche successive, e fino alla nostra.
Fonte: http://canali.libero.it